Energia

È una mattina come tante altre e sto stendendo i panni appena usciti dalla lavatrice.

Nelle cuffiette il podcast che mi accompagna in queste ultime settimane: “Un millimetro al giorno” di Silvia Pasqualini, psicologa e psicoterapeuta (https://www.ilcorpoelamente.com/).

Ascolto attentamente le sue parole: la riflessione di oggi è dedicata al vivere più intensamente il presente, nello specifico come gestire la propria energia.

Due le domande da farsi:

1. Quanta energia consumiamo e quanta ne produciamo?

2. Quante cose facciamo per il presente e quante per il futuro?

Dal nulla il suo discorso fa scattare qualcosa in me ed improvvisamente sento il bisogno di scrivere.

Negli ultimi mesi ho consumato tanta energia per accumulare conoscenze, approfondire argomenti, sentirmi pronta per iniziare questa nuova avventura e ho lasciato poco spazio invece alla produzione di energia che per me oggi significa scrivere, condividere.

Ho progettato tanto e proiettato tutto nel futuro senza sapermi prendere un momento per godermi il presente

….

Nel podcast Silvia ad un certo punto parla di uscire a fare delle fotografie.

Spesso vado a camminare e se mi sento ispirata faccio qualche foto ma uscire con lo scopo di FOTOGRAFARE è un’altra cosa, un lusso difficile da concedersi.

Ho scelto questa foto proprio perché l’ho scattata in una di quelle rare occasioni e mi vergogno sapendo che è datata estate 2019.

Non mi intendo di fotografia ma fermarmi per scattare foto mi piace tantissimo, mi regala quel tempo dilatato che mi allarga il cuore.

Oggi le sue parole me lo hanno ricordato e hanno smosso tanto altro dentro me.


Per trovare nuova ispirazione ti lascio di seguito i contatti ai canali di Silvia:

Instagram: https://www.instagram.com/ilcorpoelamente_/

Facebook: https://www.facebook.com/ilcorpoelamente

Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCIVWimSPD3ItjDzweel3SsA

Puoi seguire la sua rubrica “Un millimetro al giorno” sulle principali piattaforme dedicate ai podcast.

Di seguito il link alla puntata di cui parlavo:



Torcicollo

Svegliarsi con un terribile torcicollo.

Era da pochi giorni che avevo riniziato a prendermi del tempo al mattino per leggere ed allenarmi.

Quel doloretto al collo era arrivato come un segnale lampante del mio nuovo fallimento.

“Oggi non è il caso che ti alleni. Non vorrai mica peggiorare le cose?” mi dicevo.

Già mi vedevo scoraggiata l’indomani per aver perso il ritmo nella mia nuova routine quotidiana.

Sarebbe stato sicuramente più comodo e meno doloroso fermarsi quel giorno, rammaricarsi per l’avvento del torcicollo e piangersi addosso per non essere riusciti ancora una volta nel proprio intento.

Già, ma non sarebbe servito a farmi stare meglio davvero.

Quel giorno mi sono allenata come avevo fatto fino a quel momento.

Dopo 24 ore del torcicollo nessuna traccia e al suo posto una bella spunta sulla tabella dei miei obiettivi.

Ci sarà sempre un torcicollo a mettere i bastoni tra le ruote ai nostri sogni.

Vuoi davvero permetterglielo?

Silenzio orizzontale

Anche lo spirito ha bisogno di riposo, di pulirsi dall’eccesso per fare pace con tutti i sensi.

Ci sono delle giornate in cui sento più forte il bisogno di fermarmi, stoppare ogni cosa e permettere al tempo di dilatarsi.

Così a volte contemplo il silenzio orizzontale di un soffitto, altre lavo via i pensieri  con un bagno caldo.

Ho come la sensazione di ripartire dal gradino zero, quello da cui posso solo salire e non scendere.

Sento che ho tutto davanti.

Capita anche a te di volerti semplicemente fermare?

Cosa fai in questi casi?

La notte

La notte è un luogo meraviglioso in cui stare, fatto di silenzio e solitudine.

Di giorno mi sento come trascinata dagli eventi in un turbine senza fine.

Non ho tempo di fermarmi, di pensare, di decidere.

La notte porta con sé il silenzio riparatore, quello della calma, delle scelte buone.

È il luogo solo mio dove niente può disturbarmi.

Il mio rifugio.


Dove si trova il tuo rifugio?

In quale spazio, momento, attività?

MAIUNAGIOIA

Ho iniziato da poco il mio progetto, tutto procede per il meglio, sono soddisfatta di me e di come sto portando avanti il lavoro.

Poi di colpo il PC si spegne e non c’è verso di farlo resuscitare.

“Ogni volta la stessa storia”, “c’è sempre qualcosa che va storto”, “non riesco mai a fare le cose come vorrei”, mi ripeto.

Davvero basta così poco per farmi desistere dal coltivare i miei sogni?

Purtroppo il più delle volte sì.

Sono un’esperta in situazioni impossibili da superare, schiava di fatali segni del destino, campionessa riconosciuta del “MAIUNAGIOIA”.

Questa è la mia storia, la storia che mi racconto da una vita e che continuo ad alimentare articolandone ogni giorno un nuovo capitolo.

Ma questa volta le cose sono diverse: impugno la penna dalla parte del manico e posso scriverci quello che voglio!

Le parole che usiamo verso noi stessi hanno un potere inestimabile: possono aiutarci a superare un brutto momento o addirittura crearlo quando non c’è, finendo col distruggerci.

Oggi la mia storia parla della persona che voglio essere, non quella che mi sono rassegnata a vivere, una persona in grado di essere a suo agio con i propri sogni, capace di riconoscere il bello e guardare allo stesso tempo con tenerezza ciò che non va.

Quale storia ti stai raccontando oggi?

Quale invece vorresti e potresti raccontarti?

Un’ora per lasciarti andare

Non ho idea di cosa disegnare ma se prendo in mano un pennarello non riesco più a fermarmi.

È lui a trovare la strada al mio posto.

Con un linguaggio ermetico e a tratti incomprensibile trascrive sul foglio le mie storie in un susseguirsi di linee e ghirigori.

È lui che mi guida, io non decido più nulla.



Se penso a dare un senso al mio disegnare tante volte mi blocco ancor prima di iniziare.

Così decido un orario in cui non prendere altri impegni e metto sul tavolo colori, fogli, ritagli di giornale, conchiglie e lascio che qualcosa accada.

Senza giudizio, senza pretese.

Cosa succede se ti circondi di colori?

Riesci a lasciarti andare o la tua mente ritorna ai doveri e alle cose da fare?

Non lasciarti influenzare

Non sono una grande esperta di selfie.

Quando ho scattato questa foto ero talmente disperata che per ottenere un risultato decente mi sono ritrovata a testa in su.

Spesso non mi riconosco nell’immagine che vedo sullo schermo; mi sembra cambi drasticamente ad ogni minimo spostamento.

In base a luce, distanza o inclinazione sono una persona diversa.

Allo stesso modo un fatto, una persona o un’emozione riescono ad influenzare l’andamento della mia giornata fino a stravolgerla completamente.

O meglio, io permetto che questo accada.

Non è facile impedirlo ma cerco di trovare ogni giorno strategie che possano aiutarmi.

Ad esempio sto imparando che crearmi uno spazio al mattino dove prendermi cura di me mi dà la carica per iniziare al meglio la giornata, che portando a termine per primi compiti semplici che d’istinto rimanderei mi sembra tutto più facile e che certe volte prendere delle decisioni di pancia dà un sapore tutto nuovo alla mia vita.



Quali strategie utilizzi per essere più consapevole delle tue emozioni?

In quali situazioni tendi a ritrovarti anche se non ti rendono felice?

Il mare

Davanti al mare mi sento impotente, talmente immenso da rendere ridicola la mia presenza.

Ci sono troppi luoghi ed emozioni che non ho vissuto, orizzonti che mi limito ad osservare da lontano, colori che non ho ancora fissato in profondità nella memoria.

Alla nostalgia si aggiunge improvvisamente il desiderio di scoperta.

Dall’alto mi sento padrona di ogni cosa raggiunta dal mio sguardo: ne scruto ogni dettaglio esplorando le terre ancora sconosciute.

Mi vien voglia di partire, di respirare forte, di raccogliere la fiducia per iniziare un nuovo viaggio.



La natura con la sua immensità ci ricorda quanto siamo piccoli e allo stesso tempo quanto grande sia quello che abbiamo davanti, quanto ancora abbiamo da fare, da provare.

Come ti senti quando osservi un paesaggio?

Ti assale la malinconia o trovi la forza di farti avanti?