MAIUNAGIOIA

Ho iniziato da poco il mio progetto, tutto procede per il meglio, sono soddisfatta di me e di come sto portando avanti il lavoro.

Poi di colpo il PC si spegne e non c’è verso di farlo resuscitare.

“Ogni volta la stessa storia”, “c’è sempre qualcosa che va storto”, “non riesco mai a fare le cose come vorrei”, mi ripeto.

Davvero basta così poco per farmi desistere dal coltivare i miei sogni?

Purtroppo il più delle volte sì.

Sono un’esperta in situazioni impossibili da superare, schiava di fatali segni del destino, campionessa riconosciuta del “MAIUNAGIOIA”.

Questa è la mia storia, la storia che mi racconto da una vita e che continuo ad alimentare articolandone ogni giorno un nuovo capitolo.

Ma questa volta le cose sono diverse: impugno la penna dalla parte del manico e posso scriverci quello che voglio!

Le parole che usiamo verso noi stessi hanno un potere inestimabile: possono aiutarci a superare un brutto momento o addirittura crearlo quando non c’è, finendo col distruggerci.

Oggi la mia storia parla della persona che voglio essere, non quella che mi sono rassegnata a vivere, una persona in grado di essere a suo agio con i propri sogni, capace di riconoscere il bello e guardare allo stesso tempo con tenerezza ciò che non va.

Quale storia ti stai raccontando oggi?

Quale invece vorresti e potresti raccontarti?

L’agenda rossa

Raccolgo i pensieri, ogni minimo accostarsi di parole che riesca a scaldarmi.

Tutto quello che avrei avuto da dire in questi giorni è racchiuso in questa piccola agenda rossa.

La porto con me per prendere appunti negli sprazzi di ispirazione perché altrimenti le parole volerebbero via.

Mi aiuta anche a svuotare la mente dalle cose inutili che la sovrastano quando mi dedico a qualcosa di importante.

È la mia amica fedele e silenziosa.



Se ti piace scrivere conoscerai bene la spiacevole sensazione di aver perso per sempre una frase ad effetto che risuonava nei tuoi pensieri da tempo.

Mai come per l’ispirazione vale il monito di non rimandare.

Non perderti questi attimi!

Lasciare andare

Dicono che lasciare andare sia una delle cose più difficili da fare.

Lasciare andare una persona che abbiamo amato ma che non ci rende più felici, lasciare andare l’odio anche quando sembra essere tutto ciò che ci è rimasto, lasciare andare l’immagine di noi che per anni abbiamo faticato a costruire ma che ormai non ci rispecchia più.

Lasciare andare crea disagio perché in qualche modo vuol dire ammettere di esserci sbagliati.

Lasciare andare fa paura perché quando concentri tutta la tua energia e le tue forze nel tenere qualcosa stretto nel pugno e poi lo lasci, ti riappropri della tua mano e se di questa non sai che fartene, ci saranno continue domande a tormentarti.

Lasciare andare vuol dire abbandonare una cosa a cui siamo abituati per dare spazio alla precarietà.

Ma lasciare andare vuol dire anche ricominciare, ripartire da zero e darsi la possibilità di imboccare strade diverse.

Lasciare andare può essere l’occasione per scoprire nuovi mondi o far riemergere parti dimenticate di noi.

Lasciare andare può essere il regalo di questa giornata.

A cosa ti stai aggrappando per non fare un passo verso i tuoi sogni?

Quale persona, lavoro, situazione non riesci a lasciare andare?

Non è perfetto ma va bene

Osserva bene questa immagine.

Come puoi notare in basso ci sono le icone di vari social con due grafiche differenti.

Questo è quello che (per fare una citazione a cui sono molto affezionata) io chiamerei “esteticamente disturbante”.

Non sopporto che delle immagini, tra l’altro così piccole, vadano a cozzare tra loro rovinando l’armonia dell’intera pagina.

Se avessi dovuto seguire il mio istinto nessuno al mondo le avrebbe mai viste vicine.

Avrei aspettato di avere le competenze, capacità, intuizioni per rendere tutto PERFETTO e probabilmente avrei aspettato ancora per mooolto tempo.

Questa attesa continua alla ricerca di una sempre mutevole perfezione, questo rimandare a quando saprò di più/sarò di più mi ha logorato per anni.

Oggi guardo lo schermo e sorrido pensando a come stupidamente ho lasciato che tutto questo mi bloccasse.

Anche se in versione brutto anatroccolo oggi sono qui ed è davvero l’unica cosa che conta.

C’è qualcosa che ti sta impedendo di avvicinarti ai tuoi sogni?

Davvero è così importante insistere su questi punti?

Sinceramente quali vantaggi ti sta dando farlo?

Quando qualcosa di grande è all’orizzonte io faccio finta di niente

Quando qualcosa di grande è all’orizzonte io faccio finta di niente.

Aspetto pazientemente che passi per poter confermare a tutti che è stata solo un’illusione e se, dopo il mare mosso e il vento impetuoso, è ancora lì che mi aspetta, di solito la guardo con sospetto a tal punto da farla indietreggiare fino all’infinito.

Un’insolita melodia emergeva disinvolta dal grande piano

Il cameriere prese lo straccio che era appoggiato sulla sua spalla e iniziò a pulire il tavolo dinanzi a lui.

La luce era soffusa.

Nell’aria riecheggiava ancora il fumo dei sigari e c’erano calici semivuoti sparsi qua e là nella sala.

Un’insolita melodia emergeva disinvolta dal grande piano al centro del palco.

Claire stringeva nei piccoli guanti di pizzo nero la borsetta buona della sorella.

Fece qualche passo deciso verso il musicista.

“Vorrei cantare una canzone!”

Il giovane alzò di poco lo sguardo dalla tastiera poi, scostando la sigaretta dalla bocca, le disse:

“Qual è il tuo nome, piccola?”

“Claire, Claire Williams signore.”

Surrogati di felicità o sogni?

È sera, la giornata sta per concludersi e l’unico desiderio che ho è quello di riposarmi, di staccare la spina da tutto e da tutti.

Senza nemmeno accorgermene rimbalzo qua e là tra video, canali tv e social.

I miei surrogati di felicità.

Per un po’ mi sento come anestetizzata e tutto sparisce.

Poi terminato quel momento iniziale mi assale un senso di incompiuto, di insoddisfazione.

Non ho imparato nulla, non ho partecipato a niente, non mi sono mossa di un passo e io sto bene quando qualcosa di nuovo mi incuriosisce, quando ho un progetto tra le mani, quando tutto si muove e prende forma.

Sento la stanchezza fisica dopo giornate a volte troppo lunghe ma ogni sera porto avanti il mio progetto, un minuscolo pezzetto alla volta.

E alla fine stremata mi addormento ma con un sorriso sulle labbra.