Camminare tra i vicoli del centro

COCCOLA DELLA SETTIMANA #2
Camminare tra i vicoli del centro facendo finta di essere una turista.

“Attenta a dove metti i piedi!”

“Non le vedi le macchine?”

“Ma che fai lì impalata? Muoviti!”

Quanto è difficile perdersi a guardare intorno.

Osservare il panorama, gli scorci nascosti, i dettagli di un’architettura.

Nella vita di tutti i giorni ci sono troppe cose da tenere sotto controllo: piedi che potrebbero finire in chissà quali ricordini o voragini del marciapiede, macchine che sfrecciano in lungo e in largo senza cognizione alcuna dei pedoni, frotte di gente impegnate in furiose corse ai negozi.

A me piace la calma, stare con il naso all’insù a guardare i tetti delle case, fermarmi ad ogni angolo per cambiare prospettiva.

Riconosco di essere un animale strano, di quelli che danno impiccio se si cammina in compagnia, quelli che fanno perdere tempo.

Non mi piace accelerare il passo, forzarmi a lasciare un luogo senza prima averne sviscerato tutte le inclinazioni in una foto.

Cammino sola, negli orari più impensati, quando la calura e la fame intimano agli altri di non uscire.

Mi scopro così viaggiatrice, turista per caso nella mia stessa città.

Ai turisti sono concesse quella sbadataggine e quella lentezza che tanto rimproverano a noi comuni mortali.

Io mi do il permesso di essere una turista ogni volta che lo desidero nelle circostanze e nei luoghi.

Quanti particolari non avevo mai visto, quante strade non avevo percorso o l’avevo fatto in una sola direzione.

Cammino all’indietro lentamente, mi accosto ad una parete e poi all’altra, alzo lo sguardo, mi abbasso, mi siedo.

Non importa se è sempre la stessa piazza, lo stesso belvedere … cambiano le stagioni dentro e fuori, il mondo cambia, cambio io.

E tu?

Quando è stata l’ultima volta che hai osservato il mondo con gli occhi di un turista?

Camminare tra i vicoli del centro facendo finta di essere una turista.

Possiamo scegliere l’inquadratura delle nostre storie

Imparare a guardare il mondo da un altro punto di vista.

Questo è quello che mi affascina della fotografia.

L’inquadratura ti permette di dare una tua personale interpretazione della realtà.

Quando si sta per scattare una foto, si è portati naturalmente a provare diverse angolazioni per riuscire ad esaltare al massimo ciò che si vuole ritrarre.

Chissà perché questo non avviene anche con i nostri pensieri.

Il più delle volte scegliamo una storia da raccontare o da raccontarci e non ci smuoviamo più di tanto da quella versione anche se abbiamo tutti gli elementi per farlo.

Sarebbe interessante se imparassimo ad applicare la stessa curiosità che adottiamo nella fotografia alla comprensione di certi comportamenti.

Qualche giorno fa mi è capitato di vedere una TED talk che parlava proprio di come cambiare la storia che ci raccontiamo può cambiare la nostra vita.

Nell’esempio riportato veniva raccontato lo stesso episodio dal diverso punto di vista dei due personaggi coinvolti.

Quando abbiamo a che fare con un conflitto o con qualcosa che non ci è chiaro, l’invito è di provare ad immaginarci il punto di vista del nostro interlocutore.

Potremmo poi ripetere questo esercizio anche con il nostro personale punto di vista per cercare di smascherare i racconti che non sono altro che il risultato delle nostre paure o delusioni.

Impariamo ad osservare la nostra vita da diverse angolazioni.

Potremmo restare felicemente sorpresi dagli scorci che riusciremo a scoprire.

Quale storia ti stai raccontando che non ti fa risplendere al meglio?
Quali punti di vista non hai ancora considerato?

Video citato: