Disegnare ghirigori senza senso

COCCOLA DELLA SETTIMANA #3 Disegnare ghirigori senza senso ipnotizzata dal suono dei pennarelli.

Tornano i disegni quelli brutti, quelli che non sarebbero né da mostrare né da capire, quelli che servono solo alla mente a staccarsi dal quotidiano: gli scarabocchi.

Ho deciso di prendermi un momento durante la giornata per lasciare andare i pensieri, farli fluire al ritmo di linee e pois per raccontare a me stessa le storie che a parole non riesco a dirmi.

Da qualche anno quando sento il bisogno di disegnare scelgo questa modalità: mi piace il fatto di non pretendere da me stessa alcun risultato, non ho dei parametri di riferimento da seguire, disegno e basta.

Entro nella modalità “studentessa che si annoia durante la lezione e deturpa ogni centimetro del libro di scuola” oppure “bambina che riempie fogli e fogli con linee e figure senza senso che in realtà un senso ce l’hanno sempre”.

È un’attività per me estremamente rilassante, un dialogo a tu per tu con me stessa senza distrazioni.

Non parliamo poi del suono generato dal passaggio dei pennarelli … rimango ipnotizzata: una carezza il ripetersi di quel gracchiare leggero.

Non so spiegarne il motivo ma tutto questo mi fa essere presente, concentrata solo ed esclusivamente su quello che sto facendo.

È una sensazione che ritrovo con più facilità in momenti di questo tipo e la ricerco quando mi sento un po’ smarrita.

Un foglio di carta o cartoncino, colori di tutti i tipi e assenza di fretta e aspettative: la ricetta perfetta per staccare la spina.

PS: Senza volerlo quello di oggi ha un ché di natalizio, vero?

Philomena

COCCOLA DELLA SETTIMANA #1
Guardare un film scelto appositamente per l’occasione avvolta nella mia nuova coperta superpelosa.

Qualche giorno fa mi è stato consigliato di fare almeno 2 volte a settimana qualcosa che esulasse dagli obblighi quotidiani o dai progetti in corso.

Mi è capitato spesso di fare tante cose contemporaneamente e di non saper distinguere ciò che facevo con uno scopo ben preciso da quello che invece facevo per puro divertimento.

Questo succede soprattutto quando il lavoro comprende attività che ci appassionano.

Ad esempio studiare un brano per un concerto non ha lo stesso sapore del cantare alla meno peggio una canzone sotto la doccia.

Tendevo a confondere le due cose.

Questa assenza di pause alla lunga mi ha prosciugato.

Se vogliamo migliorarci, essere produttivi dobbiamo permettere al nostro corpo di riposare e ricaricarsi.

Credere di dover sempre “fare” non è la strategia più efficace per raggiungere i nostri obiettivi.

Una buona pianificazione prevede anche dei momenti di sosta in cui poter recuperare le energie e sgombrare la mente dalla lista delle cose da fare.

Ci preoccupiamo di avere un sonno regolare e un’alimentazione equilibrata ma quanto tempo dedichiamo invece a nutrirci di cose belle?

Il film di cui vi parlo oggi s’intitola “Philomena” e parla di una ragazza madre che venne costretta dalle stesse suore che l’aiutarono a partorire ad abbandonare il figlio.

Ormai anziana per una circostanza fortuita entra in contatto con un giornalista e con lui parte alla ricerca del figlio perduto.

Una storia appassionante e scioccante allo stesso tempo.

Senza dubbio un momento prezioso che spero di poter rivivere presto.

Vorrei che quello della coccola settimanale diventasse un appuntamento fisso nella mia agenda, nell’agenda di tutti noi.

Tu cosa fai per ricaricarti, per staccare la spina?

Un’ora per lasciarti andare

Non ho idea di cosa disegnare ma se prendo in mano un pennarello non riesco più a fermarmi.

È lui a trovare la strada al mio posto.

Con un linguaggio ermetico e a tratti incomprensibile trascrive sul foglio le mie storie in un susseguirsi di linee e ghirigori.

È lui che mi guida, io non decido più nulla.



Se penso a dare un senso al mio disegnare tante volte mi blocco ancor prima di iniziare.

Così decido un orario in cui non prendere altri impegni e metto sul tavolo colori, fogli, ritagli di giornale, conchiglie e lascio che qualcosa accada.

Senza giudizio, senza pretese.

Cosa succede se ti circondi di colori?

Riesci a lasciarti andare o la tua mente ritorna ai doveri e alle cose da fare?

Film muto

Quando studiavo in accademia uno degli esercizi che ci consigliava di fare il mio prof era allenarsi a guardare i film senza audio.

Questo permette di sviscerare a fondo le emozioni provate dagli attori e di riproporle meglio quando si doppia.

Mi è capitato di fare una cosa simile in questi giorni mentre guardavo per sbaglio una serie in lingua originale.

Nessun sottotitolo, una lingua completamente sconosciuta, davanti a me solo gli occhi e le espressioni dei protagonisti.

Anche se non capivo una parola di quello che veniva detto ho sentito una fitta allo stomaco, i loro sentimenti sono arrivati a me con una forza inaspettata.

È una sensazione bellissima che mi ha riportato indietro nel tempo.



Ti è mai capitato di farlo?

Di esplorare il mondo delle emozioni fidandoti solo di quello che potevi vedere e senza poter associare le tue credenze ad un discorso?

Il corpo a volte dice più di mille parole.

Tempo di scrapbooking

Carta da regalo, nastri e scritte arzigogolate.

Tutto ciò che serve per un bel progetto di scrapbooking (tecnica spesso utilizzata per decorare biglietti o album).

Queste foto risalgono a qualche mese fa quando mi sono avventurata nella creazione di un album fotografico che ho regalato ad una persona cara.

Ricordo di aver scelto con cura gli abbinamenti tra i vari cartoncini, i colori e le parole da utilizzare.

Nulla è stato lasciato al caso.

Per giorni ho fatto ricerche per scegliere le soluzioni che trovavo più adatte, ho poi abbozzato il progetto, preparato le decorazioni da applicare, atteso che la colla solidificasse per poter passare allo strato successivo e infine assemblato ogni pagina.

Una fetta della mia giornata era dedicata a questa persona.


Il TEMPO è il dono più prezioso che possiamo fare a chi abbiamo accanto, che sia in maniera diretta o indiretta come in questo caso poco importa.

Da come lo impieghiamo e a chi lo dedichiamo dipende la natura dei nostri ricordi e la forma del nostro domani.

L’arte va dove c’è arte

L’ispirazione è qualcosa che non possiamo controllare, arriva quando vuole e ci sorprende spesso nei momenti meno adatti.

Bisogna sempre essere pronti ad accoglierla e a non lasciarsela sfuggire.

Se rimandiamo il più delle volte perde di energia e le intuizioni che prima sembravano eccezionali di colpo diventano meno brillanti oppure finiamo per dimenticarle del tutto.

Ma come fare quando ci sembra che non ci sia più niente da scrivere, da cantare, da disegnare?

Ho imparato che l’arte è come una piccola ma potente calamita: va dove c’è arte!

Se ascolti le canzoni che ti piacciono, se guardi un bel film o un documentario, se leggi ad alta voce, se osservi il dipinto immenso della natura, se passeggi nei corridoi di un museo, se riesci a perderti nelle fossette di un bambino le cose intorno a te inizieranno ad essere più interessanti.

Presto troverai ispirazione nel borbottio di una macchina da caffè o nel sole riflesso sul pavimento e in quel momento la bellezza fluirà di nuovo nei tuoi pensieri.

Mattonelle e fantasia

Avete presente quei momenti in cui ci si ritrova a fissare il soffitto e a perdersi nelle proprie fantasie?

Oggi mi è tornato in mente di quando mi mettevo ad osservare scrupolosamente le mattonelle del bagno alla ricerca di un volto, un profilo, la sagoma di un animale.

Facevo lo stesso con i mobili in legno, le pareti un po’ sbucciate dal tempo, le nuvole.

Linee e puntini insignificanti si univano sotto i miei occhi e andavano a creare un disegno ben definito.

Nella prima casa in cui ho abitato ad Imola c’era un enorme armadio che sembrava quasi fatto di marmo tanto era ricco di venature.

Riuscivo a riconoscere perfettamente il volto di una regina dal grande copricapo e le smorfie di tanti altri esserini che sembravano essere lì solo per vegliare su di me.

Un giorno presi una matita e iniziai a ritrarli uno ad uno.

Avevo paura che in futuro non sarei più riuscita a vederli e così li avrei persi per sempre.

Ho fatto lo stesso questa mattina con una mattonella.
Penso sia un ottimo modo per dare spazio all’immaginazione.

Ci hai mai provato?

Ti invito a fare un tentativo.

Io mi stupisco sempre di quante cose riesco a vedere semplicemente cambiando prospettiva.

Riviste per creare

A volte sento la voglia di creare qualcosa ma non so da dove partire, come cominciare.

Negli ultimi mesi sto cercando di darmi nuovi stimoli in modo costante e ho notato che così facendo le risposte non tardano ad arrivare.

Oggi ho deciso di prendere alcune riviste che avevo in casa e di sfogliarle aspettando una suggestione.

Uno sguardo, un tessuto, delle mani intrecciate, un profilo, una pubblicità colorata: ho segnato tutte le immagini che mi hanno colpito.

Ora non so cosa ne verrà fuori (forse un disegno o un racconto) ma sento chiaramente quel “friccicorio” di fare percorrermi la pelle e vedo le immagini vorticare senza sosta nella mia mente e la cosa mi piace molto!

Provare per credere!😉

Vi aggiorno sui risultati e aspetto i vostri se avrete voglia di fare un tentativo!